RMC | Motorcycles speed records
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Motorcycles speed records

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Esistono molti e importanti record conseguibili con una moto ma quelli più significativi dal punto di vista tecnologico e dalla maggior efficacia mediatica sono tre: di velocità, accelerazione e durata.

Record Motor Cycles è nata per superare un Record di Velocità. I primi record con mezzi mossi da un motore sono di velocità. Nessun limite esiste a questo tipo di record anzi, il limite è rappresentato dalla velocità della luce, ma crediamo serva ancora un po’ di tempo per essere raggiunto in moto. Questo tipo di record è regolamentato e certificato dalla Federazione Internazionale di Motociclismo (FIM), che determina anche le classi in cui sono suddivisi i veicoli, nel nostro caso le moto, che aspirano al rispettivo Record. Esistono Record di Velocità sulla Corta Distanza che consistono in due passaggi (nei due versi opposti e nel tempo massimo di 2 ore) lungo un tracciato rettilineo: sono il “Chilometro (o Miglio) Lanciato”. Esistono anche i Record di Velocità lungo i 10 e 100 km, nell’ora, e nelle 12 e 24 ore. RMC naturalmente tenterà il Record più significativo, quello sulla corta distanza, dove si ritrova il massimo dell’espressione tecnologica oggi utilizzabile su una motocicletta “vera”. “Motocicletta”, ci teniamo a sottolinearlo, dato che tre sono le classi ammesse ai Record di Velocità:

Division A – Non Streamlined, in sostanza moto naked: difficilmente superano i 300 km/h per evidenti limiti aerodinamici.

Division B – Partially Streamlined. ovvero moto carenate, ma con pilota esposto e ruote visibili per almeno 180° della loro circonferenza. Sono moto carenate in sostanza, ma molto simili a quelle che si possono vedere circolare su strada: una Suzuki Hayabusa è molto simile a una moto di Division B, in cui il team RMC schiererà i propri prototipi. Il Record attuale per queste moto è di 420 km/h, grazie alla miglior aerodinamica rispetto alla classe “naked”.

Division C – Streamlined: per capirci, sono i “missili” con tanto di appendici aerodinamiche simili a piccole ali, sui quali il pilota è completamente racchiuso in una carenatura e spesso siede come su un’auto e non “a cavalcioni” del veicolo.

Oltre a queste suddivisioni, esistono altre tre classi che determinano la propulsione:
Type I: motori a combustione interna con accensione a candela, aspirati, 50-3.000 cc
Type II: motori a combustione interna, con candele, sovralimentati.
Deve essere inoltre indicato il numero dei cilindri del propulsore.

Attualmente Record Motor Cycles si occupa di questo tipo di Record: vogliamo raggiungere la massima velocità con una moto costruita pensando al Record ma che resti pur sempre una moto: per quanto potente, aerodinamica, veloce saranno i nostri prototipi, manterranno le caratteristiche fondamentali che a nostro parere una motocicletta deve possedere: per chi vuole saperne di più, date un’occhiata alla sezione “Prototipi RMC da Record

I record di accelerazione sono quasi sempre conseguiti nel corso delle gare Drag Racing che, soprattutto negli USA, attirano un folto pubblico. Sono l’espressione della potenza pura, una sfuriata di CV lungo il ¼ di miglio (circa 400 metri). Le moto della categoria regina, la Top Fuel, percorrono il “quarto” in meno di 6s, superando i 350 km/h. Le moto Top Fuel possono solo andar dritto, montano più motori e sono alimentate con qualsiasi sistema di sovralimentazione in grado di far bruciare 15 litri di nitrometano in 400 metri. La tecnologia utilizzata non è molto raffinata. Piuttosto, si “va pesante” con le cilindrate, compressori, numero di motori (anche tre!) e quindi difficilmente una Top Fuel potrà essere prodotta in versione stradale: oltre al problema delle curve (beh, negli USA le strade sono spesso rettilinee, ma a tutto c’è un limite), i motori si avviano a benzina (racing, non Verde…) poi, una volta raggiunta la temperatura adatta, si cambiano le candele e si passa al Nitrometano, ricordando di caricarne almeno 300 litri se la destinazione è a 10 km.

I record di durata che nella prima fase della diffusione di massa delle moto erano seguitissimi, oggi attirano meno l’attenzione del pubblico, ma hanno lasciato un’eredità molto affascinante: le gare di Endurance, che hanno un Campionato Mondiale riservato.
Nella prima metà del ‘900 i record di durata “pura” avevano un peso determinante sulle vendite di un dato modello: il nuovo limite era determinato dai km percorsi fino al cedimento di un componente strutturale della moto, e aveva lo scopo di dimostrare l’affidabilità dei materiali e del progetto, aspetto di primaria importanza ai tempi, in quanto le moto erano utilizzate come puro mezzo di trasporto, più economico dell’auto. Naturalmente con le dovute, gloriose e onoratissime eccezioni di piloti che hanno lasciato il segno nella storia del Motociclismo. Con l’aumento dell’affidabilità in generale questo tipo di record ha perso fascino e competitori.

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