RMC | RMC Speed Records Prototypes
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RMC Speed Records Prototypes

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Domenica mattina, si va a fare un giro in moto! Vi infilate nella tuta ignifuga e poi nel pertugio del missile rasoterra che vi aspetta in garage (che fatica perdere i 30 kg per potervi entrare!). Il vostro meccanico avvia il motore, mentre chiudete la capottina in plexiglas che vi rinchiude nella carlinga a forma di missile aria-aria. Poi vi spingono con un veicolo a quattro ruote finchè non raggiungete una velocità sufficiente per stare in equilibrio senza le ruotine retrattili laterali e, ve ne andate felici per la vostra strada. Dritta, naturalmente, al termine della quale il meccanico vi aspetta. Tutto ciò secondo voi, ha un’attinenza anche vaga, con l’andare in moto?
Bene, nemmeno per noi, ed è per questo che abbiamo deciso di tentare il superamento del record di velocità con un prototipo che, per quanto carenato e dotato di un esclusivo e potentissimo motore, sia indiscutibilmente definibile come una motocicletta.

In sostanza concorreremo nella Division B (Moto carenate e con ruote visibili per almeno 180° della loro circonferenza), con una moto dotata di motore aspirato, quindi niente turbo e compressori, alimentata a benzina.
Il principio che ci guida non è nuovo e la presa sul pubblico è garantita: basti osservare il pubblico che la Superbike raccoglie, essendo un campionato in cui i motociclisti si riconoscono o, meglio, riconoscono le proprie moto, per quanto preparate e potenziate.

Il nostro prototipo Red Spirit è una moto unica per le soluzioni tecniche che sfrutta, per il tipo di motore che monta, ma resta una motocicletta sotto qualsiasi punto di vista la si guardi e questo è molto importante nell’ottica di una futura produzione, per quanto limitata, di moto destinate agli appassionati della tecnologia e delle sensazioni forti. Non molti potranno permettersi un simile concentrato di tecnica, ma molti potranno acquistare tutto ciò che serve a far funzionare una moto, dalle sospensioni, ai lubrificanti, ai combustibili, ai materiali delle carenature.

Red Spirit di RMC sarà quindi schierata nella Division B e gli obiettivi del Team RMC sono ben chiari: stabilire un nuovo e inedito record nella classe 2.500 cc, superare il Record della classe 2.000 cc (attualmente di 364 km/h di velocità media sul chilometro in due passaggi effettuati nell’arco di due ore), superare la barriera dei 400 km/h e infine battere il record della Division B, attualmente detenuto da una moto derivata da una base Honda che consiste in 423 km/h, mica bazzecole.
In sostanza, vogliamo che Red Spirit diventi la moto convenzionale (i missili con le rotelle, lo abbiamo detto, non fanno parte dei nostri piani), più veloce del Pianeta, secondo le regole universalmente accettate da tutti i concorrenti e sancite dalla Federazione Internazionale di Motociclismo. Sembriamo degli sbruffoni? Forse perché conosciamo esattamente cosa siamo in grado di fare. E forse perché in fondo, sì, un po’ sbruffoni lo siamo…

Tornando al prototipo Red Spirit, il fascino della race-replica è un fatto consolidato almeno dagli Anni70 del secolo scorso: il ritorno mediatico è immenso visto l’appeal che la Velocità ha su tutti i motociclisti e, in fondo, su tutti quando si parla di Record Assoluti.
Basti pensare al successo di un film apparentemente di nicchia come “La Indian più Veloce del Mondo” che un attore del calibro di Anthony Hopkins ha accettato di interpretare, tramutandolo in un capolavoro, in un inno all’umana spinta oltre il limite, primo fra tutti quello della velocità. Nel film si parla di come un uomo decisamente anziano, raggiunga e superi un record sfruttando al meglio la meccanica nel senso più vero del termine.

Allo stesso modo vogliamo che chi vedrà Red Spirit correre a oltre 400 km/h, riconosca la marca degli pneumatici, che egli stesso monta sulla propria moto, il tipo di olio motore in grado di garantire affidabilità a velocità pazzesche, la stesso che lubrifica il motore della propria moto. Gli appassionati vedranno che il Marchio che è stato in grado di costruire un impianto di scarico per un motore follemente potente, è lo stesso che campeggia sul silenziatore della propria moto.
I motociclisti devono potersi riconoscere nel nostro prototipo anche solo per una parte.

La nostra tecnologia deve essere comprensibile, sfruttabile e anche acquistabile da chiunque ci voglia accompagnare, anche solo con l’incitamento, in questo fantastico viaggio verso il limite che nessuno ha mai raggiunto finora.

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